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Radiotherapy in Glioblastoma: the Past, the Present and the Future.

 C. Gzell, M. Back, H. Wheeler, D. Bailey, M. Foote

 

Clinical Oncology xxx (2016) 1e11. 

 

CONTESTO:

L’articolo proposto ( pubblicato nel 2016 su Clinical Oncology 1-11) parte dal passato descrivendo i primi trattamenti dal 1940, con apparecchiature a raggi X e energie dell’ordine dei kilovoltage, al 1960 con i trattamenti con le cobaltoterapie. Un notevole salto di qualità la radioterapia lo fece con l’avvento delle TAC negli anni ’70 perché si potevano finalmente considerare le strutture del paziente nella pianificazione del trattamento. Negli anni ’80 l’introduzione dell’imaging con la risonanza magnetica ha permesso una migliore definizione del target tumorale. L’evoluzione delle apparecchiature di trattamento con l’introduzione dei trattamenti ad intensità modulata (IMRT) ha fatto compiere un ulteriore salto di qualità.

L’articolo poi parla delle dosi provate nel corso degli anni, con boost e senza boost. L’insieme di tutta questa esperienza ha permesso di arrivare alla definizione del “famoso” protocollo di Stupp, le statistiche confermano che per questo tipo di trattamenti è quello che ha permesso una sopravvivenza maggiore rispetto a tutte le prove fatte negli anni.

Con l’introduzione dell’image-guided radiotherapy (IGRT) e di sistemi di immobilizzazione più accurati è aumentato il livello di precisione dei trattamenti.

L’uso della IMRT ha consentito il trattamento di sedi particolarmente difficili da trattare per gli organi a rischio (OAR) come il tronco encefalico, chiasma e nervi ottici.

L’articolo parla del futuro, nell’immediato parliamo di “dose painting”, il trattamento di regioni tumorali differenti (voxel per voxel) con dosi differenti, mentre nel futuro più lontano si parla dell’uso di nanoparticelle per aiutare i chemioterapici a passare la barriera emato-encefalica..

COMMENTO AITRO

Questo articolo descrive la storia del trattamento dei glioblastomi, non porta nulla a livello scientifico ma è una piacevole lettura per ricordarci da dove la radioterapia è partita, il viaggio che ha percorso e l’evoluzione che ha subito.

 

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